DAVID BOWIE - The rise and fall of Ziggy Stardust and The Spiders from Mars (RCA, 1972 / EMI, 1999)
"L'ascesa e la caduta di Ziggy Polveredistelle", è questa, pressappoco, la traduzione del titolo dell'album che rappresenta uno dei momenti più alti del Glam-Rock, il quale fu un genere musicale molto teatrale dove la musica veniva presentata con il travestimento spesso coloratissimo; una corrente artistica eccessiva nel suo modo di presentarsi, parodistica e con un sottofondo ironico nei confronti del mondo dello spettacolo.
In questo disco David Bowie interpreta il suo alter ego Ziggy Stardust, impersonando quindi a suo modo, sotto forma di rockstar, il tema dell'alieno; infatti, il cuore di questo disco-manifesto del Glam anni 70 è una creatura aliena dall'indecifrabile DNA sessuale, della quale Bowie indossa i panni “glamour” e ne racconta la veloce ascesa e l'altrettanto rapida caduta. Così, con il Rock della sua band (gli Spiders from Mars) prendono vita canzoni dall'impatto dirompente, teatrali e umorali, che coniugano riffs chitarristici  – in Moonage daydream dalle sonorità anche progressive –  con agrodolci partiture sinfoniche. E si va dunque dalla celeberrima ballata spaziale Starman a Suffragette city con un susseguirsi di invenzioni sul filo del paradosso, ma ad emergere è soprattutto il Rock'n'Roll, che in chiave Blues arriva fino al momento in cui Ziggy si autoelimina in Rock'n'Roll Suicide. Mentre il testo più poetico e decadente dell'album è quello di Lady Stardust, ballata romantica, delicata e malinconica con protagoniste le note del pianoforte.

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