THE SMITHS - The Queen Is Dead (Rough Trade, 1986)
Johnny Marr (1963)  – chitarrista ossessionato dalla fresca semplicità del Pop degli anni 60 –  Morrissey (1959)  – poeta-cantante fuori dal tempo, colto e ambiguo ,appassionato del "decadentismo" –  insieme a Andy Rourke al basso e Mike Joyce alla batteria, si incontrano a Manchester nel 1982 e decidono di dare vita agli Smiths.
The Smiths un nome semplice, anonimo, quasi banale ma al contrario le loro canzoni  – che parlano di solitudine e disagio adolescenziale –  mettono in risalto il contesto sociale in cui nascono, il quale vede le contraddizioni crudeli dell'Inghilterra thatcheriana.
Con loro rinasce il Pop inglese, tanto che spesso vengono citati per l'influenza che hanno tuttora su gran parte delle pop band britanniche; d'altronde non si possono dimenticare e rimangono come pietre miliari della musica Pop - New Wave, i limpidi riff chitarristici di Johnny Marr  – certo influenzati dalle sonorità Sixties dei Velvet Underground e dei Byrds –  e la voce suadente e fascinosa di Morrissey, che insieme regalano un fascino inedito e ipnotico a tante canzoni.
The Queen Is Dead, l'album di cui riportiamo la copertina  – il quarto della loro storia –  è un po' quello della maturità, infatti, nonostante il suono e l'estetica degli Smiths siano ormai codificati, in questo Long-Playing i quattro ragazzi di Manchester perfezionano il loro tratto stilistico in ballate crepuscolari e struggenti come I know it's over, There is a light that never goes out e The boy with the thorn in his side, senza trascurare per la vena polemica che troviamo in The Queen is dead, le schermaglie amorose e letterarie di Cemetry gates, le inedite accelerazioni Rock di Bigmouth strikes again.

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