883 - La dura legge del gol (WARNER MUSIC ITALIA, 1997)
Era l'inizio dell'estate 1992 quando gli 883 irrompono prepotentemente nelle playlist di tutte le radio italiane con il singolo “Hanno ucciso l'uomo ragno”, tratto dall'album omonimo. Un successo potremmo dire inevitabile vista l'innovazione, la freschezza e la spensieratezza di questa canzone, che sembrava portare un po' di colore in un periodo abbastanza buio per l'Italia visto le stragi di mafia, l'inizio degli scandali di tangentopoli e la crisi politica ed economica. C'era bisogno di un cambiamento, di un rinnovamento, di una spinta per guardare al futuro in maniera positiva e in questo contesto la musica leggera o se vogliamo “leggerissima” degli 883 rappresentava, nell'ambito artistico musicale, quell'esigenza di cambiamento e di positività che tutti desideravano, in special modo i giovani.
Scoperti da Claudio Cecchetto, gli 883 allora erano costituiti da due amici di Pavia, Max Pezzali e Mauro Repetto che, con ritmiche assai melodiche ricavate da un sapiente uso dei sintetizzatori creano brani pop e pop-dance orecchiabili con testi essenzialmente rivolti ai giovani e al loro mondo, visto anche il lessico disinvolto “da sala giochi” che spesso viene usato. Canzoni come “Con un deca”, che di certo, nella loro leggerezza, riuscivano a cogliere l'essenza del mondo giovanile di provincia, fatto di amori e inseparabili amicizie vissute al bar del paese, nei pub, nelle discoteche e in viaggio sulle autostrade il sabato sera.
Nell'estate del 1993 il successo si conferma con il secondo album Nord Sud Ovest Est, che contiene l'omonima canzone, ed anche in questo brano, come in “Hanno ucciso l'uomo ragno”, si coglie un'immagine fantasiosa, scanzonata e fumettistica. Altri brani di enorme successo di questo straordinario album sono “Sei un mito”, “Rotta per casa di Dio” e “Nella notte”, tutti con sonorità dance, e la ballata romantica intitolata “Come mai”.
Nel 1995 Repetto lascia il duo, in cerca di un rinnovamento nel proprio percorso artistico e, a poco a poco di lui si perderanno le tracce, ma va comunque sottolineato come il suo contributo sia stato fondamentale nel successo del fenomeno 883. In quello stesso anno Max Pezzali, rimasto solo, pubblica il terzo album di inediti del gruppo, intitolato Il Grande Incubo, un disco questo meno aggressivo e meno imperniato in sonorità dance rispetto ai precedenti, dove spiccano per lo più brani giovanili si, ma romantici, come “Senza averti quì” (presentata in gara al Festival di Sanremo '95), “Una canzone d'amore” e la ballata nostalgica “Gli anni”. Canzone quest'ultima diventata ben presto un inno giovanile per tutti i ventenni e trentenni degli anni 90, un inno alla spensieratezza dell'adolescenza, quando anche nonostante tanti problemi e frustrazioni, non si conosceva la solitudine e si poteva contare sull'aiuto e la solidarietà dei propri amici.
Ma ecco che nel 1997 la descrizione dell'amicizia e dei sentimenti trovano il loro apice nella musica firmata 883, con il quarto album di inediti intitolato La dura legge del gol. Lo stile musicale, sempre di facile ascolto, ha ormai abbandonato del tutto le sonorità dance dei primi anni 90, dimostrando come Max Pezzali segua l'evolversi degli stili musicali durante tutto il decennio, i testi riescono ancora a raccontare le circostanze e le situazioni della vita dei giovani: si va dall'amicizia raccontata in “La regola dell'amico”, “La dura legge del gol” e “Se tornerai”, agli amori raccontati in ballate di successo come “Nessun rimpianto” e “Andrà tutto bene”. Da segnalare anche il singolo di lancio di questo album, la gioiosa e positiva “Un giorno così”, dove il ricordo della giovinezza e l'amore per i luoghi in cui Max è cresciuto, incontrano la grande passione per le moto di questo cantante allora trentenne, siamo come detto nel 1997, ormai divenuto stella della musica italiana. Ultima curiosità su questo disco è che vi possiamo trovare la versione 883 della romanticissima “Finalmente tu”, canzone portata al successo al Festival di Sanremo del 1995 dal celebre Fiorello e che era appunto firmata dal suo amico Max Pezzali e da Mauro Repetto.
In questi quattro dischi di cui abbiamo parlato, si racchiude molta della migliore musica pop italiana degli anni 90, dischi che con le loro canzoni hanno saputo con semplicità parlare alle giovani generazioni, ricordando loro quanto la vita sia meravigliosa.

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